Riporto su web una presentazione preparata dagli studenti dell'Università di Firenze che allego a questo articolo. E' una sintesi di ciò che sta accadendo all'Università con questa riforma:
Quest’estate è stata approvata la legge 133 che prevede tagli dei finanziamenti statali alle strutture pubbliche, fra queste, l'Università.
Complessivamente, i tagli per gli Atenei saranno di 1,5 miliardi di euro, distribuiti su 5 anni.
In più è stato deciso il blocco delle assunzioni, vediamo come...
Blocco del turnover e delle assunzioni:
I soldi così risparmiati non rimarranno alle Università, ma torneranno allo Stato centrale: altro taglio!! Quindi i soldi tagliati all’Università in totale saranno ben quattro miliardi.
Per circa la metà degli Atenei italiani, tra cui Firenze Siena e Pisa, questi tagli significano solo una cosa: BANCAROTTA.
Per fronteggiare l’emergenza creata dal provvedimento, il governo ha anche proposto, nella stessa legge, una curiosa scappatoia:
N.B. Possono, non vuol dire che debbano: ma di fatto i tagli sui finanziamenti non lasciano altra scelta.
La fondazione è un ente di proprietà di chi lo finanzia (banche, imprese, case farmaceutiche, anche enti pubblici).
I proprietari si daranno un nuovo statuto e nuovi regolamenti per la gestione, l' amministrazione e la contabilità, al fine di perseguire i propri scopi.
Infatti, come scritto al comma 4 dell’ articolo 16:
Per ribadire la differenza, un soggetto pubblico ha come suo unico fine un bene:
Per una fondazione di diritto privato invece, qualsiasi sia il suo ambito d’azione, ciò che conta è mantenere il bilancio in pareggio, (vedi il codice civile), obiettivo che essa può perseguire con ogni mezzo.
Per un’ università pubblica, le uniche entrate sono:
Per una fondazione universitaria (di diritto privato), le entrate sarebbero:
Per gli studenti e le loro famiglie
Per i dipendenti dell’Università
Per l’Italia
L’Università è indebitata, anche a causa della cattiva gestione, e vende immobili per tamponare i debiti!
Questi tagli saranno il colpo di grazia: è probabile che l’anno prossimo l’Ateneo non possa pagare gli stipendi ai docenti, e debba scegliere tra commissariamento e privatizzazione
E’ per questo che ricercatori e docenti sono da mesi in agitazione, è per questo che molti consigli di facoltà hanno espresso preoccupazione per l’accaduto, è per questo che Agraria e Scienze hanno sospeso la didattica, e per questo che centinaia, migliaia di studenti stanno partecipando alle iniziative di protesta!
E’ perché vogliamo che i tagli indiscriminati siano ritirati, che si apra un confronto tra governo e Atenei per decidere insieme come razionalizzare le spese, è perché vogliamo che si investa sull’Università pubblica e sulla ricerca libera, come tutti i Paesi civili!
E’ perché non vogliamo che la nostra e altre Università scompaiano da un anno all’altro lasciandoci a terra, oppure siano costrette al salto nel buio di una privatizzazione senza criterio!
Convincere il governo è un obiettivo difficile ma necessario. Per riuscirci abbiamo bisogno dell’energia e della determinazione di chiunque abbia a cuore questi valori, indipendentemente dal suo schieramento politico
Perciò stavolta partecipare si deve, e saltare qualche lezione si può, perché il rischio di perdere il diritto all’Università dall’anno prossimo, è reale.
Speriamo allora di vederti al nostro fianco uno di questi giorni!
Gli Studenti per l’Università pubblica
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